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La scienza che studia i funghi è la Micologia, dal greco "mikes", fungo, e "logos", studio scientifico. I funghi sono vegetali, ma al contrario di tutte le piante verdi, non sono in grado di ricavare dal terreno o da altri eventuali substrati inorganici il nutrimento che è loro necessario per sopravvivere. Tutti sanno infatti che le piante, mediante le radici, assorbono l'acqua contenuta nel terreno e ne traggono gli elementi in essa disciolti. La linfa greggia, costituita da questi elementi minerali, sale fino alle foglie: qui, con l'anidride carbonica presente nell'aria, penetrata nelle foglie attraverso gli stomi, e con l'intervento della luce solare, si trasforma in linfa elaborata consentendo cosè la vita, lo sviluppo e il loro metabolismo. Tutto questo nei funghi non avviene. Le piante verdi che hanno la capacitè di effettuare la fotosintesi sono chiamate autotrofe in quanto esse sono indipendenti dagli esseri viventi per la loro nutrizione.
Le altre piante si denominano eterotrofe, cioè incapaci di nutrirsi da sole, limitandosi a trovarne prefabbricate, ad assimilarle. I funghi si classificano comunemente in micromiceti e macromiceti; sono questi ultimi, i cosiddetti funghi superiori che interessano il micologo dilettante, il cercatore buongustaio. I funghi comprendono numerosissime specie, inquadrate in Classi, Ordini, Famiglie, Generi; se ne conoscono piè di 100.000, la cui maggior parte è costituita da micromiceti che occupano una posizione primordiale nel ciclo biologico del nostro pianeta, sono diffusissimi, sono invisibili all'occhio nudo, ma hanno un'importanza maggiore di quella alimentare o venefica dei funghi macroscopici, cioè di quei funghi riconosciuti come tali dall'uomo profano.
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