Erbario micologico Ceva digitalizzato: 4.582 funghi italiani
Il Gruppo Micologico Cebano completa la catalogazione digitale del suo erbario con oltre 4.500 exsiccata. Un patrimonio scientifico per micologi e cercatori al Museo del Fungo di Ceva.
A Ceva nasce una delle più importanti banche dati micologiche italiane: l’Erbario del Gruppo Micologico Cebano, appena completamente catalogato e digitalizzato, diventa un patrimonio chiave per chi studia e ama i funghi, con migliaia di campioni essiccati ora pronti a dialogare con il mondo della ricerca.
Un erbario di funghi che racconta 50 anni di boschi
L’Erbario micologico del Gruppo Micologico Cebano raccoglie 4.582 exsiccata, ovvero esemplari di funghi essiccati e conservati su cartellini scientifici. Gli esemplari arrivano non solo dal Cebano e dal Piemonte, ma da diverse aree d’Italia e d’Europa, con reperti che risalgono ai primi anni Settanta e documentano oltre mezzo secolo di ricerche sul campo.
Ogni campione è corredato da dati fondamentali: genere e specie, data e luogo di raccolta, nome del raccoglitore e del determinatore, trasformando l’erbario in una memoria permanente della biodiversità micologica dei boschi.
Dal cartaceo al digitale: una banca dati viva
Per oltre due anni i soci del Gruppo Micologico Cebano hanno lavorato una sera alla settimana per trascrivere i vecchi cartellini compilati a mano e inserire tutte le informazioni in un software gestionale dedicato. Questo passaggio ha permesso di creare un database digitale consultabile, in cui ogni exsiccata è indicizzata, ricercabile e pronta a essere interrogata per studi su distribuzione, ecologia, fenologia e tassonomia.
La digitalizzazione rende l’erbario una risorsa “dinamica”: i dati non restano chiusi nei cassetti ma possono essere condivisi con università, centri di ricerca e altri gruppi micologici, facilitando collaborazioni e pubblicazioni scientifiche.
Un museo, un gruppo, una comunità scientifica
L’Erbario troverà la sua collocazione stabile all’interno del Museo del Fungo di Ceva, struttura dedicata alla divulgazione micologica e alla valorizzazione del territorio, gestita dal Gruppo Micologico Cebano. Il gruppo, attivo da decenni, è noto a livello nazionale per la Mostra Nazionale del Fungo di Ceva e per le attività di ricerca, corsi, escursioni e progetti didattici con scuole e appassionati.
Questo legame tra erbario, museo e attività sul territorio crea un ecosistema virtuoso: i dati scientifici nascono dalle uscite dei soci, vengono studiati nei laboratori e poi restituiti al pubblico attraverso mostre, percorsi didattici e iniziative divulgative.
Un laboratorio naturale per micologi e studenti
Il valore dell’erbario di Ceva non è solo storico, ma anche operativo: la collezione è già stata utilizzata per supportare una ricerca universitaria su una rara specie fungina tipica della Sardegna, grazie alla presenza di un exsiccata conservato in collezione. In casi come questo, la presenza di materiale documentato permette confronti morfologici e geografici, verifiche di determinazione e studi su specie poco note o localizzate.
Inserito nel contesto degli erbari micologici italiani più strutturati – come l’Erbario Bresadola dell’AMB a Trento o le grandi collezioni toscane AGMT – l’archivio di Ceva si colloca come nodo importante di una rete nazionale di raccolte che studiano, conservano e documentano la micoflora italiana.
Perché un erbario di funghi conta anche per i cercatori
Per il cercatore di funghi evoluto, sapere che dietro un territorio esiste un erbario strutturato significa poter contare su determinazioni più solide, su un controllo nel tempo delle specie presenti e sulla possibilità di verificare ritrovamenti rari o dubbi.
Un erbario ben curato aiuta a:
seguire l’evoluzione della biodiversità micologica in rapporto a clima e uso del suolo;
documentare specie rare, nuove segnalazioni locali o eventuali introduzioni;
alimentare corsi, mostre e percorsi formativi che insegnano a riconoscere correttamente le specie commestibili, tossiche e mortali, rafforzando la cultura della sicurezza in bosco.
Un progetto come quello di Ceva dimostra che la passione per i funghi può trasformarsi in un lavoro scientifico rigoroso, utile tanto ai micologi professionisti quanto agli appassionati che vogliono accrescere le proprie competenze e contribuire alla conoscenza condivisa del mondo fungino.