Clitocybe geotropa (Clitocibe dell'imbuto, Fungo dell'imbuto)

Clitocybe geotropa (Cimballo, Ordinale): guida completa al fungo dell'imbuto. Identificazione, habitat, commestibilità, ricette e differenziazione dalle specie tossiche confondibili.

A cura di Redazione
03 gennaio 2026 11:23
Clitocybe geotropa (Clitocibe dell'imbuto, Fungo dell'imbuto) -
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La Clitocybe geotropa, nota scientificamente come Infundibulicybe geotropa dal 2003, è uno dei funghi autunnali più affascinanti e ricercati dell'Italia. Il suo nome scientifico rivela le caratteristiche che la contraddistinguono: Clitocybe dal greco significa "pendio-testa" (forma del cappello), mentre geotropa si riferisce al "geotropismo", cioè l'orientamento verticale verso il suolo—una proprietà che emerge chiaramente quando i funghi maturano. Appartiene alla famiglia delle Tricholomataceae (ordine Agaricales), ed è classificata come eccellente commestibile, con una reputazione gastronomica consolidata da secoli di tradizione nei boschi italiani. Il grande micologo Giacomo Bresadola la descrisse come "uno dei funghi più squisiti" che "si può cuocere anche alla maniera dei tartufi". La sua rilevanza per i cercatori di funghi risiede nella combinazione di commestibilità elevata, facilità di raccolta (cresce in gruppi numerosi), e un aroma caratteristico che lo rende straordinario in cucina. È tuttavia importante identificarla con precisione, poiché convive in natura con specie tossiche che possono sembrare simili a un occhio inesperto.

Clitocybe geotropa (Clitocibe dell'imbuto, Fungo dell'imbuto)
Clitocybe geotropa (Clitocibe dell'imbuto, Fungo dell'imbuto)

Clitocybe geotropa (Clitocibe dell'imbuto, Fungo dell'imbuto)
Clitocybe geotropa (Clitocibe dell'imbuto, Fungo dell'imbuto)

Mini-identikit caratteristico:

  • Fungo di grandi dimensioni (cappello fino a 25 cm)

  • Forma inconfondibile a imbuto profondo con gambo lunghissimo

  • Colore da giallo ocraceo a beige-salmone

  • Odore caratteristico (variamente descritto come fruttato, di mandorle, mielato)

  • Cresce in cerchi o file ordinate ("cerchi delle streghe")

  • Stagione: autunno inoltrato fino a gennaio

  • Avvertenza iniziale: Non raccogliere funghi senza aver verificato personalmente l'identificazione. In caso di dubbio, rivolgetevi a un ispettorato micologico ufficiale.

Carta d'identità

Nomi comuni e sinonimi

Il fungo è conosciuto con nomi diversi a seconda della regione italiana, riflettendo una tradizione micologica profonda e diffusa su tutto il territorio:

  • Toscana e Lazio: Cimballo, Ordinale, Ordinato, Cardinale

  • Liguria: Sementìn

  • Veneto: Fungo di Ringo, Dea Broza

  • Sardegna: Cardolinu de Padenti, Brisa priola

  • Altre zone: Fungo di San Martino (dal riferimento al 11 novembre, data del picco di raccolta)

Dal punto di vista tassonomico, il nome scientifico è stato aggiornato da Clitocybe geotropa a Infundibulicybe geotropa nel 2003, in seguito a studi molecolari che hanno chiarito la posizione sistematica della specie. Il genere Clitocybe rimane tuttavia il nome più riconosciuto tra i cercatori e in molti testi, per questo motivo continua a essere largamente usato nella letteratura divulgativa.

Commestibilità

Classificazione: Eccellente commestibile. La Clitocybe geotropa è un fungo di indiscutibile qualità gastronomica, incluso nelle liste positive nazionali per la commercializzazione allo stato fresco e conservato. La carne del cappello è soda, compatta e dai sapori delicati, con un profumo fruttato che la rende molto ricercata.

Limitazioni pratiche importanti:

  • Il gambo va scartato, soprattutto negli esemplari maturi, perché diviene stopposo, coriaceo e indigesto. Nei funghi giovani il gambo è più tenero, ma la pratica comune resta comunque di utilizzare soltanto il cappello.

  • Cottura: obbligatoria e completa. Non è necessaria la sbollentatura preliminare (diversamente da Clitocybe nebularis), ma il fungo deve cuocersi adeguatamente per 10-15 minuti in padella o comunque fino a perdere completamente l'umidità.

  • Sensibilità individuale: sebbene rara, alcune persone possono manifestare leggeri disturbi gastrointestinali se consumano quantità abbondanti o se il fungo non è stato cotto a sufficienza. È consigliabile, soprattutto al primo consumo, non eccedere nelle porzioni.

  • Qualità garantita: a differenza di specie controverse come Clitocybe nebularis, la geotropa non presenta accumuli tossici e non causa intossicazioni se correttamente identificata e preparata.

Riconoscimento sul campo

L'identificazione corretta è la chiave per la sicurezza e il successo della raccolta. Di seguito una descrizione operativa di come riconoscerla nei boschi.

Il Cappello

Il cappello è carnoso e di dimensioni generalmente notevoli: varia dai 6 ai 25 cm di diametro, talvolta anche oltre nei funghi particolarmente sviluppati. Negli esemplari giovani presenta una forma convesso-campanulata, con un piccolo umbone (gobba) al centro e margine fortemente involuto verso il basso, a formare quasi un tubetto. Con la maturità, il cappello si apre e assume progressivamente la forma inconfondibile di imbuto profondo, con i margini ancora rivolti verso il basso. Questo geotropismo è caratteristico e facilita enormemente il riconoscimento.

Il colore è molto variabile, ma rientra nella palette dei toni caldi: da un giallo ocraceo chiaro a beige, crema, talvolta con riflessi salmone o aranciati. Non è mai bianco puro e non tende al grigio: questa è una differenza cruciale rispetto a specie confondibili. La cuticola è liscia, non igrofana (cioè non trascolora in base all'umidità), e non presenta strie evidenti per trasparenza. Nel bosco, il fungo si presenta robusto e massicco.

L'imenoforo (Lamelle)

Le lamelle sono molto decorrenti, cioè scendono marcatamente sul gambo, talvolta sino alla base. Sono fitte e intervallate da lamellule (lamelle più corte intercalate tra quelle maggiori), conferendo una certa complessità visiva che è comunque caratteristica. Il colore è biancastro o crema nei funghi giovani, tendendo lievemente al rosa salmone o crema rosato con l'invecchiamento. Questo cambio di tonalità non è brusco come in specie tossiche (Entoloma sinuatum), ma graduale e sfumato. Il filo della lamella (il margine a contatto) è intero e concolore, senza irregolarità.

Osservazione pratica: quando presenti nel bosco, controllate le lamelle per accertarvi che non siano rosate in modo marcato e brillante, caratteristica che potrebbe indicare un Entoloma sinuatum, specie estremamente tossica.

Il Gambo

Il gambo è l'elemento morfologico più distintivo della geotropa: è molto lungo, slanciato, talvolta sorprendentemente sproporzionato rispetto al diametro del cappello—fatto che conferisce al fungo una eleganza caratteristica. Può raggiungere dai 6 ai 20 cm di altezza, mentre lo spessore è modesto (1,3-2 cm), creando un rapporto altezza/larghezza che lo differenzia nettamente da altre Clitocybe.

La forma è prevalentemente cilindrica, raramente clavata (a mazza). Nei funghi giovani il gambo è pieno e elastico, mentre in quelli più maturi diviene progressivamente spugnoso all'interno—caratteristica che lo rende poco appetibile. La base del gambo è ingrossata e avvolta da una lanugine bianca, aspetto che diviene particolarmente evidente se lo estraete dal terreno. Il colore del gambo è simile a quello del cappello, talvolta leggermente più chiaro, e la superficie è tendenzialmente liscia, con una finissima fibrillatura soprattutto nella parte superiore. Nel bosco, l'insieme di queste caratteristiche (lunghezza, esile, con radice lanata) renderà il riconoscimento molto agevole.

La Carne

La carne è bianca inizialmente, poi tende al crema con l'invecchiamento. È soda e compatta, soprattutto nel cappello dove mantiene una struttura quasi carnosa. Nel gambo, la carne è più fibrosa e tenace, e diviene progressivamente elastica negli esemplari maturi. Se tagliate un fungo giovane, vedrete una frattura netta; in uno maturo, una specie di fibratura che suggerisce il carattere coriaceo.

Odore: è forse il carattere organolettivo più riconosciuto. Viene descritto in modi apparentemente diversi da autori e cercatori, ma rientra sempre nella categoria degli aromi gradevoli e fruttati. Le descrizioni più comuni sono: di mandorle (dolci o amare), fruttato generico, mielato, di lavanda, talvolta cianico o leggermente farinaceo. Questa variabilità è normale e non è segno di errore identificativo; l'aroma è comunque sempre gradevole e mai sgradevole o acre. Questa differenza è importante per escludere confusioni: Clitocybe gibba ha talvolta un odore di "farina rancida" che suona sgradevole agli esperti.

Sapore: è delicato, leggermente dolciastro, gradevole (anche se ovviamente non va ingoiato per intero, ma assaggiato e rigettato). Non è mai amaro o acre.

Specie simili e possibili confusioni

La Clitocybe geotropa può essere scambiata con diverse altre specie, alcune commestibili e altre pericolosamente tossiche. È essenziale imparare a distinguerle.

1. Clitocybe nebularis (Tossica)

Nota comunemente come "Grigio dei Nebbie" o "Fungo della nebbia", è il più frequente oggetto di confusione. Cresce negli stessi ambienti e nel medesimo periodo.

Differenze chiave:

  • Colore: il cappello è grigio-biancastro, mai giallo-ocraceo come in geotropa. È una differenza netta e visibile anche da lontano.

  • Odore: ha un profumo di farina fresca, talvolta nauseante quando il fungo invecchia. Non è fruttato.

  • Ambiente di crescita: predilige ambienti umidi, nebbiosi, in zone fredde. Geotropa, al contrario, preferisce zone più termofile (aperte, prati al sole, margini boschivi), specialmente negli habitat mediterranei.

  • Tossicità: contiene muscarina e nebularina (alcaloide non termolabile). Causa intossicazioni accumulative con sintomi gastrointestinali e, in casi rari e in persone predisposte, neurologici. È da evitare categoricamente.

2. Infundibulicybe gibba (Commestibile, ma più piccola)

Volgarmente detta "Imbutino" o "Cimballina", è anch'essa commestibile ma facilmente distinguibile.

Differenze:

  • Taglia: 3-10 cm di diametro, molto più piccola della geotropa (6-25 cm).

  • Colore: bruno pallido o nocciola chiaro, con sfumature talvolta rossastre. Mai giallo ocraceo.

  • Proporzioni: il gambo è molto più corto rispetto al cappello, meno slanciato.

  • Odore: di farina fresca oppure, negli esemplari anziani, di farina rancida (sgradevole).

  • Lamelle: spesso tendono al colore rosato.

Difficilmente creerebbe confusione a un occhio attento, data la taglia significativamente inferiore.

3. Entoloma sinuatum (Tossico—Pericoloso)

Comunemente chiamato "Il Perfido", è uno dei funghi più pericolosi in termini di confondibilità. Causa gravi intossicazioni gastrointestinali e neurologiche, talvolta con ricovero ospedaliero.

Differenze critiche:

  • Lamelle: il colore è rosa salmone a maturità, a volte già visibile negli esemplari giovani. Questo è il carattere distintivo più importante. Le lamelle di geotropa rimangono sempre biancastre o crema, mai rosa.

  • Deposito sporale: rosa salmone, facilmente visibile su un foglio di carta bianca.

  • Ambiente: cresce in boschi misti meso-termofili, spesso su suoli calcarei, talvolta in ambienti più umidi rispetto a geotropa.

  • Taglia e forma: può raggiungere dimensioni simili a geotropa, ma l'aspetto generale è meno robusto.

Consiglio pratico: se avete dubbio su una raccolta, fate una stampa sporale: ponetelo su un foglio di carta umida overnight. Un deposito rosa è un segnale inequivocabile di pericolo; un deposito bianco conferma la sicurezza di geotropa (ammesso che gli altri caratteri coincidano).

4. Clitocybe dealbata (Tossica—Muscarina)

Volgarmente nota come "Clitocybe ingannevolissima", è tossica a causa dell'alto contenuto di muscarina.

Differenze:

  • Colore: bianco gessoso, molto più chiaro e uniforme di geotropa. È la differenza più evidente.

  • Taglia: fino a 14 cm, inferiore a geotropa in genere.

  • Lamelle: biancastre da giovani, tendono al rosa in seguito.

  • Ambiente: luoghi aperti, fra l'erba, spesso in prati umidi.

  • Spore: rosa-giallognola.

Difficilmente confondibile se si presta attenzione al colore bianco e alle dimensioni generalmente più piccole.

Errori comuni dei cercatori e come evitarli

  1. Confondere il colore: non pensare che "funghi grandi e chiari" siano geotropa. Il colore ocraceo-giallo è specifico.

  2. Trascurare le lamelle: controllate sempre il colore delle lamelle. Rosa = pericolo.

  3. Non fare una stampa sporale in caso di dubbio: è il test più semplice e affidabile se siete incerti.

  4. Raccogliere funghi anziani, molto aperti: è più facile commettere errori. Prediligete esemplari in fase di apertura, non completamente sviluppati.

Ecologia e ruolo nel bosco

La Clitocybe geotropa è un fungo saprofita, il che significa che si nutre di materia organica in decomposizione (foglie morte, radici, resti vegetali) piuttosto che formare una relazione simbiotica con le piante viventi. Questo la differenzia dai funghi micorrizici, che invece supportano la crescita di specifiche specie arboree.

Cresce prevalentemente in prati, pascoli e radure ai margini di boschi eterogenei. Nel nord Italia, la ritrovate frequentemente in boschi planiziali misti di latifoglie (querce, ontani, noccioli), mentre nel centro e sud Italia è particolarmente abbondante in ecosistemi della macchia mediterranea, spesso sotto lecci, querce da sughero, pini marittimi e pistachio lentisco, con sottobosco di corbezzoli, erica arborea e ginestre.

La sua crescita è favorita da terreni ricchi di humus e materia organica in fase di decomposizione, e predilige ambienti con umidità moderata e buona luminosità. Non ama l'ombra fitta, per cui la trovate raramente nel cuore del bosco, bensì in zone di transizione tra prato e bosco. Nel bosco mediterraneo, la ritrovate spesso in aree dove il fuoco o le attività pastorali mantengono uno stato di "semi-apertura" della vegetazione.

La formazione caratteristica dei "cerchi delle streghe"—file ordinate di decine o centinaia di funghi che disegnano semicerchi o cerchi completi nel prato—è il risultato della crescita del micelio sotterraneo che si espande centrifugamente. Ogni anno il micelio cresce verso l'esterno, producendo sporofori (i funghi visibili) sul margine della crescita annuale. È uno spettacolo affascinante dal punto di vista ecologico e rappresenta uno dei motivi per cui il fungo è tanto ammirato.

Raccolta responsabile

La raccolta della Clitocybe geotropa deve seguire principi di rispetto verso l'ecosistema, sebbene il fungo non sia in pericolo di conservazione.

Modalità di raccolta:

  • Utilizzate un coltello affilato e tagliate il fungo alla base, lasciando nel terreno la parte basale del gambo e il micelio. Sebbene alcuni cercatori storicamente abbiano praticato la "raccolta integrale" staccando il fungo, il taglio è preferibile per preservare il micelio.

  • Non rovistare il terreno alla ricerca di frammenti più piccoli. Le piccole fruttificazioni non raccolte continueranno a riprodurre l'anno successivo.

  • Raccogliete selettivamente: se trovate una "fungaia" (una concentrazione massiccia), lasciate comunque alcuni esemplari giovani intatti, per permettere la dispersione sporale.

  • Evitate di calpestare il prato attorno agli altri funghi. I miceli sono fragili e il calpestio ripetuto può danneggiarli.

Normative locali:
le regioni italiane possono avere norme specifiche sulla raccolta di funghi selvatici (autorizzazioni, quantità massime, stagioni). Vi consigliamo di verificare le disposizioni regionali e locali prima di raccogliere. In genere, la raccolta per uso personale è consentita, ma la vendita richiede specifiche autorizzazioni e controllo micologico.

Qualità, conservazione e utilizzo

Riconoscere un esemplare sano

Un buon esemplare di Clitocybe geotropa deve presentare:

  • Cappello integro, senza ferite, ammaccature o marciume.

  • Lamelle prive di slime (mucillagine anomala) e di colore uniforme.

  • Gambo saldo, non molle o putrefatto alla base.

  • Assenza di insetti visibili e di muffe.

  • Odore fresco e gradevole, non fermentato o acido.

Gli esemplari molto anziani, con cappello completamente appiattito e margini sfrangiati, sono meno appetibili dal punto di vista culinario perché il gambo è diventato completamente stopposo.

Pulizia corretta

I funghi Clitocybe geotropa crescono spesso interrati, portando con sé una quantità significativa di terra e detriti. La pulizia deve essere delicata ma accurata:

  1. Non lavare sotto acqua corrente, se non strettamente necessario, poiché i funghi assorbono l'umidità.

  2. Utilizzate un coltellino o una spazzolina morbida per asportare terra e aghi di pino dal cappello.

  3. Grattate delicatamente la base del gambo e l'area attorno alle lamelle.

  4. Se il fungo è molto sporco, potete passarlo rapidamente sotto acqua fredda e asciugarlo immediatamente con un panno di lino.

  5. Scartate il gambo, salvo che non siate certi che sia giovane e tenero.

Conservazione

Breve termine (2-3 giorni):
Riponete i funghi puliti in un contenitore di cartone (non di plastica, che causa condensazione) in frigorifero, a temperature tra 2 e 4 °C.

Essiccazione (conservazione di lunga durata):

  • Affettate i funghi in strati sottili (non più di mezzo centimetro).

  • Esponeteli al sole per poche ore per eliminare eventuali parassiti.

  • Trasferite in luogo ombroso, ventilato e asciutto (una soffitta, un terrazzo protetto) e lasciate essiccare per diversi giorni fino a completa disidratazione.

  • Non usate mai un forno elettrico caldo, che li farebbe cuocere anziché essiccare.

  • Una volta essiccati, riponeteli in contenitori di vetro puliti e asciutti, in luogo ventilato e non umido.

  • Conservazione: fino a 12 mesi in condizioni ideali.

Congelamento:

  • Bollite i cappelli in abbondante acqua per 4-5 minuti.

  • Scolateli e asciugateli bene.

  • Riponeteli in sacchetti per alimenti e congelateli. Durata: fino a 6 mesi.

Utilizzo culinario

La Clitocybe geotropa è versatile in cucina e merita il suo status di eccellente commestibile. Ecco alcune linee guida:

Preparazione base:
Tagliate i cappelli in pezzi di medie dimensioni (non troppo fini, che si disintegrerebbero). In una padella ampia, riscaldate olio extravergine d'oliva, aggiungete uno spicchio di aglio schiacciato (opzionale ma tradizionale), versate i funghi e cuocete a fuoco medio-alto per 10-15 minuti, finché non perdono tutta l'umidità. Regolate di sale e pepe. Aggiungete prezzemolo tritato fresco negli ultimi minuti.

Ricetta semplice: Crostini al forno
Preparate i funghi come sopra. Tostate fette di pane toscano (o pane rustico integrale). Strofinatele leggermente con aglio. Versate il fungo già cotto su ogni fetta, aggiungete scaglie di formaggio affumicato (es. scamorza). Passate in forno statico a 200 °C per 8-10 minuti. Servite caldo.

Come condimento per pasta e risotto:
I funghi cucinati in padella possono essere utilizzati come condimento per un'ottima pasta ai funghi. La loro consistenza tenera e il profumo gradevole si integrano perfettamente con piatti a base di riso o pasta all'uovo. Alcuni cercatori tradizionali li cucinavano "alla maniera dei tartufi", cioè come aromatizzante raffinato di piatti semplici (uova strapazzate, burro, formaggio).

Accorgimento: non eccedete con le spezie pesanti (peperoncino, curry), che coprirebbe il profumo delicato. Preferite preparazioni semplici che valorizzino il sapore naturale.

Sicurezza e avvertenze finali

La Clitocybe geotropa, se correttamente identificata e preparata, non presenta rischi tossicologici e offre un alto livello di sicurezza alimentare. Tuttavia, è essenziale attenersi a precauzioni elementari:

  1. Identificazione certa: raccogliete solamente se siete assolutamente certi. In caso di dubbio, consultate un ispettorato micologico ufficiale o un micologo esperto prima di consumare.

  2. Cottura adeguata: cuocete sempre il fungo a sufficienza, non consumatelo crudo o appena scaldato. La cottura completa garantisce la sicurezza anche in caso di contaminazioni ambientali.

  3. Porzioni ragionevoli: sebbene non tossico, non eccedete al primo consumo. Alcune persone, raramente, possono manifestare leggeri disturbi gastrointestinali.

  4. Esclusione di esemplari anomali: scartate qualsiasi fungo che mostri segni di decomposizione, muffe, o odori anomali (non caratteristici).

  5. Attenzione alle specie confondibili: il vostro principale nemico è la confusione con Clitocybe nebularis, Entoloma sinuatum o altre specie. Praticate il riconoscimento in compagnia di cercatori esperti e fate una stampa sporale in caso di dubbio.

  6. Informazioni mediche: se sospettate un'intossicazione da fungo (sintomi gastrointestinali, neurologici, difficoltà respiratorie), rivolgetevi immediatamente al pronto soccorso e portate con voi i resti del fungo consumato (se disponibile) per una corretta diagnosi.

Conclusione: La Clitocybe geotropa è un tesoro dei boschi italiani autunnali, un fungo generoso, saporito e relativamente facile da identificare una volta apprese le caratteristiche chiave. La sua bellezza—quella forma di imbuto elegante, il geotropismo caratteristico, i cerchi che disegna nei prati—la rendono affascinante dal punto di vista naturalistico. Con attenzione, prudenza e una sana dose di passione per la micologia, potrete raccogliere e gustare questo fungo per molti autunni a venire.

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