Prima somministrazione di psilocibina in Italia per depressione resistente
A Chieti la paziente numero uno: sperimentazione randomizzata in doppio cieco con integrazione di Tms
È stata somministrata il 5 febbraio 2026 la prima compressa contenente psilocibina a una paziente in Italia nell'ambito di una sperimentazione clinica per la depressione resistente. La somministrazione è avvenuta presso la clinica psichiatrica dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti e riguarda una donna di 63 anni arruolata nello studio guidato dall'équipe di Giovanni Martinotti, direttore dell'Unità operativa.
Dettagli della somministrazione
La procedura si è svolta in modalità randomizzata e in doppio cieco: né i pazienti né i clinici sanno se sia stato somministrato il principio attivo o un placebo. La paziente ha assunto una compressa contenente il principale principio attivo dei cosiddetti funghi psichedelici; la procedura si è svolta regolarmente e al momento non sono state rilevate criticità cliniche rilevanti. Il protocollo prevede una seconda somministrazione dello stesso trattamento farmacologico a distanza di tre settimane e un follow-up clinico per valutare l'evoluzione dei sintomi depressivi nel tempo.
Disegno dello studio e integrazione con Tms
Lo studio abbina la somministrazione farmacologica alla stimolazione magnetica transcranica (Tms) per garantire equilibrio etico e rigore metodologico. Tutti i pazienti arruolati ricevono un trattamento con Tms: i soggetti che assumono il placebo farmacologico ricevono una Tms attiva, mentre coloro che ricevono la psilocibina hanno una stimolazione magnetica sham (placebo). Questo accorgimento è stato previsto per assicurare che entrambe le braccia dello studio accedano a un intervento potenzialmente terapeutico.
Popolazione e criteri di inclusione
La sperimentazione è rivolta esclusivamente a pazienti con depressione resistente ai farmaci, una condizione che non risponde adeguatamente alle terapie antidepressive convenzionali. Si tratta di una popolazione clinica complessa per la quale sono ricercate alternative terapeutiche quando i trattamenti standard risultano inefficaci.
Dichiarazioni della ricerca
«Questo primo trattamento rappresenta un passaggio storico per la ricerca clinica italiana», dichiara Giovanni Martinotti, professore ordinario all'università Gabriele d'Annunzio e responsabile dell'Unità operativa. Il ricercatore sottolinea come l'iniziativa apra nuove prospettive per lo studio di approcci terapeutici innovativi nei disturbi dell'umore.
Monitoraggio e prossime fasi
La paziente rimane sotto osservazione secondo il protocollo sperimentale e la valutazione clinica proseguirà dopo la seconda somministrazione, prevista tra tre settimane. I ricercatori procederanno con un attento follow-up per documentare eventuali cambiamenti nei sintomi depressivi e raccogliere dati sull'efficacia e la sicurezza dell'intervento in questo contesto controllato.